Movert e Smal Sat: l’innovazione aerospaziale parte da Forlì
Mobilità aerea e monitoraggio ambientale sono i focus dei progetti MOVERT e SMAL-SAT, finanziati dal Programma Regionale FESR Emilia-Romagna 2021–2027 e sviluppati da un partenariato coordinato dal CIRI Aerospace dell’Università di Bologna, che coinvolge il CIRI Meccanica Avanzata e Materiali, il CNR–ISSMC, ENEA e il Tecnopolo di Forlì-Cesena (la cui gestione è curata da Ser.In.Ar.).
I risultati di entrambi i progetti sono stati presentati nei giorni scorsi presso il Teaching Hub del Campus universitario di Forlì: l’evento è stato introdotto da Annalisa Campana (nella foto), referente del Tecnopolo di Forlì-Cesena, da Adriano Gilli, dirigente della Regione Emilia-Romagna (settore attrattività, internazionalizzazione e ricerca) e da Alessandro Rivola, Vicedirettore del Dipartimento di Ingegneria Industriale Unibo.
“Movert – come ha spiegato Fabrizio Giulietti, direttore del CIRI Aerospace – si inserisce nel vasto campo della Urban Air Mobility, che punta ad offrire opportunità di trasporto aereo per persone e beni in aree metropolitane congestionate dal traffico stradale. Il progetto si sostanzia nella progettazione di un dimostratore tecnologico, basato su una strategia di costruzione che possa limitare i costi di questo tipo di velivoli, contando sull’elettrificazione della propulsione, su elevati standard di automazione e di aerodinamica e sul rapporto ideale fra peso del velivolo e delle batterie”.
E’ stato costruito, nell’ambito del progetto, un prototipo, del quale nel corso dell’evento è stato mostrato un modellino in scala 1:8: la sua capacità di volo è stata definita in una missione di 10 km con una durata di 20 minuti con la possibilità di caricare un passeggero di 80 kg. Il momento cruciale dell’intero progetto avverrà entro la fine dell’estate, quando il prototipo verrà messo in volo.
Il progetto Smat Sal, che punta allo sviluppo di tecnologie per una futura missione di un nanosatellite per il monitoraggio ambientale della Regione Emilia-Romagna è stato presentato da Dario Modenini e Sonia Melandri (Ciri Aerospace) e Frederic Monteverde (CNR ISSMC), che hanno messo in evidenza i vantaggi economici e anche i limiti dei nanosatelliti, questi ultimi legati alla miniaturizzazione dei vari componenti. E’ stata poi posta l’attenzione sulle tre tecnologie, sulle quali si baserà la produzione di altrettanti dimostratori: innanzitutto lo strumento di monitoraggio remoto spettrometrico, poi il sistema di propulsione “green”, alimentato da acqua ossigenata ed infine il sistema di dispiegamento di pannelli solari di bordo.
Nel corso dell’evento è intervenuta anche Elisa Bottazzi di Art-ER, che ha illustrato la sperimentazione Co-Value, nella quale è stato inserito il progetto Movert, con l’obiettivo di coinvolgere le valutazioni dei cittadini in merito alla ricaduta sulla comunità di attività di ricerca. L’iniziativa si è conclusa con un tavola rotonda, guidata da Lorenzo Ciapetti (Tecnopolo Forlì-Cesena), a cui hanno preso parte alcuni rappresentanti di imprese partner dei due progetti: Sabrina Longo (Curti) e Gianluca Rossetti (Zephyr) per il progetto Movert, mentre Damiano Accurso (NPC Spacemind) e Leonardo Alberto Dal Zovo (Studiomapp) per Smal-Sat. Presenti alla discussione anche Lorenzo Calabri (Art-ER) e Elena Galli ( Clust- ER Mech – Aero Hub). Dalle loro voci sono emerse le opportunità per il settore derivanti da queste nuove tecnologie e anche l’elevato livello di competenze delle aziende emiliano-romagnole nell’ambito dell’aerospace, che consentiranno a tale sistema di imprese di svolgere un ruolo da protagonista a livello internazionale.

















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